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| Filariosi e Leishmaniosi |
| Il Ciclo di vita della Dirofilaria |
| La Filariosi sul Cuore |
| Leishmaniosi |
| Flebotomi |
| Tutte le pagine |
FILARIOSI E LEISHMANIOSI
Giugno 2010
A cura di: Dr.ssa Emanuela Valena
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Se ne sente parlare spesso ma molti proprietari di cani ancora non sanno quanto sia importante ed efficace la prevenzione contro due patologie presenti nel nostro paese: la “Filariosi” e la “Leishmaniosi”. La distribuzione di queste malattie in Italia varia notevolmente da Nord a Sud. La pianura Padana è il bacino di origine della filariosi grazie alla notevole diffusione in queste aree di varie specie di zanzara. Per mezzo di questo insetto la filariosi ha conosciuto negli ultimi 15 anni il picco massimo di espansione nel Nord dell’Italia.
FILARIOSI
La zanzara, durante il suo pasto su di un cane già affetto da filariosi, assume insieme al sangue un parassita in forma larvale: la “Dirofilaria Immitis”.
Le microfilarie (così sono chiamate le larve immature), compiono uno sviluppo proprio all’interno delle zanzare e dopo circa 2 settimane sono pronte per essere inoculate in un altro soggetto. Esse migrano sino all’apparato pungitore dell’insetto e vengono introdotte nell’organismo di un altro cane al primo “pasto” della zanzara.
Queste larve subiscono poi un ulteriore sviluppo e in 3-4 mesi iniziano la migrazione verso il ventricolo destro del cuore e le arterie polmonari. In 6 mesi raggiungeranno la maturità sessuale e saranno in grado di produrre nuove micro filarie che si riverseranno nel sangue in attesa di una zanzara in grado di trasportarle. Inutile dire quali ripercussioni possano avere i parassiti adulti sul cuore.
Inizialmente il cane “parassitato” appare del tutto normale. Non è possibile capire che è malato se non attraverso uno specifico esame del sangue.
Dopo alcuni mesi o a volte anni dalla puntura della zanzara si notano un progressivo dimagrimento e una diminuita resistenza fisica agli sforzi: compaiono segnali di affaticamento anche in seguito a una normale corsa. Alcune volte si possono notare tosse, difficoltà respiratorie o colorazione bluastra delle mucose.
Se viene diagnosticata un’infestazione da Dirofilaria Immitis è necessario sottoporre il cane a cure intensive per eliminare i parassiti.
Purtroppo la terapia non è priva di rischi. La localizzazione dei parassiti all’ interno del cuore e nel torrente circolatorio rende le cure piuttosto difficili e il cane durante le prime fasi della terapia può correre alcuni rischi. Il farmaco di prima scelta per eliminare questi parassiti è la melarsomina, questo è un derivato dell’arsenico ed è molto potente. Il rischio maggiore con questa terapia è lo scatenarsi di un tromboembolismo polmonare, determinato dalla morte massiva e contemporanea di molte filarie. Per ridurre questo importante effetto collaterale è necessario l’assoluto riposo del cane per almeno un mese e, se necessario, una terapia anticoagulante. Recentemente è stato proposto un nuovo protocollo terapeutico mantenedo comunque come prima scelta quello con melarsomina. Si tratta dell’ associazione di ivermectina con la doxiciclina; in alcune filarie vivono i batteri del genere Wolbachia, che da ultime ricerche sembrano essere indispensabili per lo sviluppo di Dirofilaria immitis ed essere protagonisti dell’infiammazione polmonare; l’ivermectina elimina le microfilarie e la doxiciclina riesce ad uccidere alcuni adulti di filaria grazie alla distruzione delle Wolbachie.
Da quanto detto si evince l’importanza di una corretta prevenzione.
Prima di tutto è opportuno ricordare che la prevenzione eseguita tutti gli anni offre una protezione pari quasi al 100%. La sua semplicità di applicazione e l’assenza di rischi collaterali la rende raccomandabile per tutte le razze e per tutte le età. Per adottarla è sufficiente recarsi dal proprio veterinario di fiducia nei mesi che precedono l’inizio della primavera (febbraio-marzo), per effettuare un semplice test. Il veterinario preleverà una goccia di sangue per un rapido controllo che permetterà di escludere una preesistente infestazione. I risultati sono sicuri e immediati. Stabilita la negatività del test, il medico veterinario sceglierà la prevenzione adatta al vostro cane.
La prima consiste nel somministrare al cane una sola compressa/tavoletta appetibile ogni mese per tutto il periodo a rischio (aprile-novembre). Ha effetto retroattivo di 30 giorni ed agisce anche come sverminante. Ha il vantaggio inoltre di poter essere sospesa a fronte di necessità particolari e rimane in circolo solo per 72 ore.
Possiamo optare per un’iniezione sottocutanea, che è in grado di proteggere bene il soggetto per 1 anno ma rimane in circolo per lungo tempo e non possiamo escludere eventuali reazione crociate con altri farmaci.
Esistono inoltre farmaci spot-on da applicare sulla cute ogni mese, il limite di questi è che bisogna essere certi che il prodotto venga assorbito in toto dalla cute.
La filariosi è endemica nelle regioni del nord, centro Italia e in Sardegna, recentemente è stato riscontrato qualche caso in Puglia.

